Il mercato del lavoro svizzero si sta dirigendo verso un blocco storico. Secondo Swissstaffing, la carenza strutturale di personale qualificato graverà pesantemente sull'economia al più tardi a partire dal 2030, quando le generazioni del baby boom andranno completamente in pensione.
Secondo le previsioni, entro il 2035 al Paese mancheranno circa 460 000 lavoratori a tempo pieno. Per molti reparti delle risorse umane, la soluzione risiede nell'acquisizione delle generazioni più giovani. In questo modo, però, il gruppo target più stabile e motivato sfugge spesso all'attenzione: le donne sopra i 50 anni.
Secondo le ultime indagini di Swissstaffing, vi è un enorme potenziale non sfruttato: oltre 136 000 donne in questa fascia d'età non sono attualmente attive professionalmente. Più della metà di loro, tuttavia, vorrebbe esserlo. Secondo lo studio dell'associazione, le donne a partire dai 50 anni si distinguono per una forte etica del lavoro: il 70% di loro mostra un impegno che va ben oltre le reali aspettative.
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Per conquistare questo gruppo target, alle aziende serve capire cosa le donne sopra i 50 anni apprezzino in un datore di lavoro. L'attuale Studio Randstad Employer Brand 2026 fornisce risposte chiare:
1. Priorità: affidabilità prima della carriera
Le lavoratrici esperte cercano raramente una scalata continua nella gerarchia aziendale. Come rivela lo studio Randstad, la mancanza di opportunità di carriera è un motivo di dimissioni solo per il 16% dei baby boomer. Ciò che conta di più per loro è uno stipendio adeguato: per il 67% della forza lavoro più anziana aumenta il desiderio di una retribuzione in linea con il mercato.
2. Cultura aziendale: equità e benessere al primo posto
Un ambiente di lavoro armonioso è un prerequisito fondamentale per quasi il 75% delle donne唯intervistate in tutte le fasce d'età, mentre lo è solo per il 57% circa degli uomini. Inoltre, il 62% di tutte le donne esige un'assoluta parità di opportunità – un elemento che, a confronto, è importante solo per il 39% degli uomini intervistati. Questi valori rimangono tuttavia fondamentali con l'avanzare dell'età per entrambi i sessi: il 54% dell'intera generazione del baby boom indica che la parità di opportunità è un criterio centrale nella scelta del datore di lavoro.
3. Leadership: uno stile di gestione debole provoca le dimissioni
Chi lavora da molti anni porta con sé una forte sicurezza. Ben un terzo dei baby boomer cita un cattivo rapporto con il proprio superiore come motivo diretto di dimissioni. Una leadership stimolante, equa e riconoscente è la base per trattenere le donne sopra i 50 anni in azienda o per accoglierle nel team.
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Studio Randstadflessibilità senza compromessi
I risultati di Swissstaffing dimostrano che il 48% delle donne non occupate di età pari o superiore a 50 anni accetterebbe immediatamente un posto di lavoro se potesse organizzare in modo flessibile gli orari o la percentuale di lavoro. Che si tratti di classiche riduzioni della percentuale di lavoro, di job sharing – che secondo Swissstaffing rappresenterebbe un modello interessante per quasi una donna su cinque sopra i 50 anni – o di un rientro semplice attraverso il lavoro temporaneo: gli spazi di libertà individuali trattengono più a lungo il personale qualificato e motivato in azienda, mettono al sicuro un prezioso bagaglio di conoscenze ed esperienze e riducono gli elevati costi legati al turn-over.
riconoscere il potenziale
I dati lo dimostrano: le donne sopra i 50 anni si distinguono per lealtà e dedizione, a cui si aggiungono esperienza e conoscenza. Le aziende che creano flessibilità di tempo e un ambiente privo di pregiudizi possono conquistare un gruppo target che viene spesso sottovalutato sul mercato, offrendo ai propri team diversità e motivazione nel contesto del cambiamento demografico.